29 Giugno 2022

Barbara Hannigan canta John Zorn

Jumalattaret al Teatro romano e documentario del regista Mathieu Amalric in Sala Frau

Spoleto, 29 giugno 2022 – Vocalizzi mozzafiato, improvvisi cambi di registro vocale, sussurri, squittii, acuti. Sulla carta, Jumalattaret di John Zorn sembra impossibile. È il tipo di pezzo per cui ci si chiede ripetutamente può una voce arrivare a fare questo? La risposta, per il soprano Barbara Hannigan, è sì.

Il 3 luglio alle ore 21.30 al Teatro romano le straordinarie capacità vocali di Hannigan sono portate al limite dalle complesse sonorità di Jumalattaret, il ciclo di canzoni composto dal genio di John Zorn per la cantante canadese e ispirato al poema epico finlandese Kalevala. Come preparazione alla visione dello spettacolo serale, alle ore 19.30 in Sala Frau il Festival proietta il documentario Zorn III di Mathieu Amalric, regista e attore francese vincitore per tre volte del Premio César, tra i protagonisti del nuovo film con Nanni Moretti. Un focus sull’avventura delle prove per la creazione di Jumalattaret che arriva in seguito a Zorn I (2010-2016) e Zorn II (2016-2018). Sono infatti ormai 12 anni che Mathieu Amalric filma, da solo, John Zorn, fra i più prolifici compositori, arrangiatori, produttori e polistrumentisti d’avanguardia d’America che ha abilmente fatto suoi diversi generi tra musica classica, jazz, pop/rock. L’accesso alla visione del documentario Zorn III è gratuito.

Hannigan, star mondiale tra le più richieste per l’interpretazione della musica contemporanea, con questa interpretazione si conferma essere una vera e propria forza della natura, con l’interpretazione di Jumalattaret fa ricorso alla sua unica e indiscutibile gamma espressiva affrontando brani ritenuti tecnicamente al limite della possibilità umana, traendo ispirazione dalle figure femminili del Kalevala che non temono la violenza e non conoscono barriere umane o naturali. La parte pianistica, altrettanto insidiosa, è affidata a Stephen Gosling, tra i più assidui collaboratori di John Zorn e straordinario interprete della sua musica per pianoforte, dallo stile «brillante, elettrico, luminoso» come scrive il New York Times.

Oltre a Jumalattaret, i due artisti eseguono insieme un altro ciclo vocale. Si tratta di Split the Lark, sette notturni per voce e pianoforte ispirati ai frammenti di lettere di Emily Dickinson. Ancora di John Zorn sono i brani originali per pianoforte che Gosling interpreta come solista: cinque pezzi per pianoforte solo tratti da Encomia, un tributo ad alcuni degli eroi musicali di Zorn.