Luz Arcas / La Phármaco

Toná

Auditorium della Stella

    venerdì 08 Luglio Ore 20:00

    sabato 09 Luglio Ore 17:00

    domenica 10 Luglio Ore 16:00

Settore unico posto numerato €35,00

regia, drammaturgia, performer e coreografia

Luz Arcas

assistente alle scene e alla coreografia

Abraham Gragera

assistente alla drammaturgia

Rafael SM Paniagua

direzione musicale e composizione

Luz Prado

assistente artistico

Nino Laisné

danza

Luz Arcas

violino ed elettronica

Luz Prado

voce, palmas e percussioni

Lola Dolores

costumi

Carmen 17

design bandiere

Isa Soto

assistente alle scene

Jose Manuel Chávez

luci

Jorge Colomer

sound space

Pablo Contreras

foto e video

Virginia Rota, Jorge Colomer, Tristán Pérez Martín

produzione esecutiva

Gabriel Blanco, Marta López (Spectare)

assistente alla produzione esecutiva

Fernando Valero (Rial & Eshelman)

tour manager

Andrea Méndez Criado (Spectare)

graphic design

María Peinado

community manager

Carlos González

stampa

Elvira Giménez and Ángela de la Torre (Cultproject)

distribuzione internazionale

Austial Rial Eshelman (Rial&Eshelman)

Toná è il nuovo spettacolo della compagnia di danza contemporanea La Phármaco fondata nel 2009 dalla coreografa e danzatrice spagnola Luz Arcas. La danza di La Phármaco è uno stato che appartiene al corpo, che lo restituisce alla comunità – come i simboli o la memoria – e un luogo a cui si aspira e che si raggiunge dopo un rigoroso e raffinato progetto di addomesticamento.

 

«Alla danza dono la mia vita, il mio tempo, le mie ambizioni» – commenta la coreografa di Malaga – «ballo per appartenere a qualcosa che mi sovrasta, nel tempo e nello spazio, che è più grande di me, che mi accoglie e mi salva dall’individualismo selvaggio, dal tribalismo indifferente».

 

Toná è una proposta scenica multidisciplinare che si allontana dalle narrazioni convenzionali e introduce lo spettatore in un’esperienza poetica che esplora la fugacità, la morte e la memoria. In questo lavoro, gli oggetti e i supporti scenici (il violino suonato dal vivo, il video, il corpo) sono attraversati dall’invisibile (musica, immagine, movimento) e scossi fino allo sfinimento: un eccesso di vita che finisce per esaurirli e restituirli all’inerte.

 

Con Toná, Luz Arcas affronta uno dei lavori più introspettivi della sua carriera, il risultato di un processo creativo che lei stessa definisce come una «liberazione».

 

«Tonà è nato durante i viaggi a Malaga per visitare mio padre, che era molto malato. Nella sua casa, dove sono cresciuta, ho riscoperto riferimenti, icone, simboli che avevo quasi dimenticato. Ho ricordato aneddoti e paure, ricollegandomi al folklore della mia infanzia. Ho voluto danzare un sentimento che è tipico di quel folklore: la morte come celebrazione della vita e catarsi individuale e collettiva».

 

La performance nasce dalla necessità di incarnare un’identità che non pretende di definirsi, legata organicamente alla memoria collettiva e all’immaginario popolare, con tutti i suoi conflitti. Una poesia che trasmette la carne, il polso vitale, piena di rabbia e di gioia, ma anche di pregiudizi e superstizioni. Un dolore antico e fertile che ci forma lentamente, fin dall’infanzia.

 

Un corpo riconciliato con le sue forze vitali, intrecciato con la malattia, la vecchiaia, la morte, e che si rapporta sfacciatamente ai simboli, per sporcarli, calpestarli, rinominarli, mentre grida: sono nostri, ci appartengono.

una performance di Luz Arcas, La Phármaco
coprodotto con Festival de Otoño, Madrid