Tempo libero

VII Giornata nazionale del Mondo che non c’è

Casa di reclusione di Maiano

giovedì 07 Luglio Ore 21:00

venerdì 08 Luglio Ore 21:00

Ingresso libero

Spettacolo fruibile esclusivamente da un pubblico maggiorenne

Visto il particolare contesto, le necessarie operazioni di controllo, si prega di fare tempestiva richiesta comunicando i propri dati anagrafici (data e luogo di nascita), numero di telefono, entro e non oltre lunedì 30 giugno all’indirizzo email ufficiostampafestival.cr.spoleto@giustizia.it

Per info:
Casa di reclusione Maiano 10 Spoleto tel. 0743 263217 ore ufficio

IMPORTANTE:
entro la data programmata accertarsi di aver ottenuto l’autorizzazione per poter accedere allo spettacolo. Se si appartiene ad Enti o ad Istituzioni pubbliche, associazioni che operano nel settore scolastico, universitario, sociale e penitenziario si consiglia di specificarlo nella richiesta.

con 100 detenuti attori, drammaturghi, musicisti, cantanti, scenografi, scenotecnici, macchinisti, di Media e Alta Sicurezza ristretti nella Casa di Reclusione di Spoleto

 

diretto da
Giorgio Flamini

aiuto regia
Sara Ragni, Pina Segoni

 

coreografie e movimenti coreografici
Laura Bassetta, Mariolina Maconio

coreografia latina e nacchere
Lorena Salis

 

scelte musicali e direttore del Coro
Francesco Corrias
con la collaborazione di
Lucia Napoli

 

coro
AdCantus Ensemble Vocale

gruppo musicale dei detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto

 

danzatrici
Euno Terni

 

costumi dall’archivio storico del Festival dei Due Mondi
adattati da
Pina Segoni e Alessandra Carducci

 

scene

Giorgio Flamini, Maria Paola Buono, Alessandra Carducci con i detenuti del corso di scenografia del Liceo Artistico e la fondamentale collaborazione e partecipazione di tutti gli agenti di Polizia Penitenziaria destinati alla sorveglianza del corso di teatro e alle scuole e gli agenti della Mof

 

artisti e docenti coinvolti nel progetto #SIneNOmine dell’Associazione Teodelapio
Anna Leonardi, Sara Ragni, Lorena Salis, Salvatore Taverna, Marco Rambaldi, Loredana Paggi, Loretta Bonamente, Maria Virginia Aprile, Antonietta de Santis, Guido Laudenzi, Giulia Conti, Anna Flamini, Diletta Rosati

 

con la partecipazione straordinaria di
Golia che accompagna il Matto
il maremmano è fra i cani ospiti del progetto Fuori dalle Gabbie
gestito dalla Fondazione Cave Canem, dalla Casa di Reclusione di Spoleto e dal Comune di Spoleto

i cavalli AXEL e ZIPPY
cavalcati dal cavaliere Pierpaolo Re, e dalle amazzoni Giulia Re e Cristiana Fittuccia

 

fotografo #SIneNOmine
Vinnie Porfilio

riprese di repertorio #SIneNOmine
Giovanni Barchi

 

testi da Il Castello dei destini incrociati di Italo Calvino, Lettera U di Iginio Ugo Tarchetti, opere di William Shakespeare, Il teatro dell’obbligo di Karl Valentin, versi di Federico García Lorca, testi dei detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto

adattamento testi di
Giorgio Flamini, Sara Ragni, Pina Segoni

 

proiezione del backstage dello spettacolo Tempo Libero lungo le mura della Casa di Reclusione di Spoleto,

dal progetto La cultura rompe le sbarre a cura della Direzione Rai per il Sociale, regia di Daniele Biggiero

 

Casa di Reclusione di Spoleto, Ufficio di sorveglianza di Spoleto, Associazione Teodelapio, CESP Centro Studi per la scuola pubblica, Associazione Euno, compagnia #SIneNOmine
con il sostegno della Fondazione Francesca Valentina e Luigi Antonini e Rotary Club

 

si ringraziano Monique Veaute, Rai per il Sociale, Andrea Sisti, Chiara Pellegrini, Marco Piersigilli, Grazia Manganaro, Nicla Flavia Restivo, Pietro Carraresi, Anna Grazia Stammati, Mauro Palma, Daniela de Robert, Roberta Galassi, Mauro Pescetelli, Rita Cerioni, Camillo Corsetti Antonini, Simonetta Marucci
un ringraziamento particolare alla
Direzione e all’Area educativo-trattamentale della Casa di Reclusione, all’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto, alla Polizia Penitenziaria, a tutti gli artisti ristretti e liberi.

Ispirato ai racconti di Italo Calvino Il castello dei destini incrociati e La taverna dei destini incrociati, lo spettacolo, diretto da Giorgio Flamini e interpretato da detenuti e non solo, è incentrato sul trascorrere del tempo attraverso una serie di tableaux vivants, fra racconti del passato, profezie, canti, musica e danza.