Katharina Volckmer, Fabio Cherstich

L’appuntamento
ossia la storia di un cazzo ebreo

Auditorium della Stella

venerdì 24 Giugno Ore 19:45

sabato 25 Giugno Ore 17:00

domenica 26 Giugno Ore 17:00

Settore unico numerato € 35

di Katharina Volckmer

 

© Éditions Grasset & Fasquelle, 2021

traduzione italiana Chiara Spaziani pubblicata da © La nave di Teseo editore, 2021

 

adattamento Fabio Cherstich e Katharina Volckmer

 

regia, spazio scenico Fabio Cherstich

 

con Marta Pizzigallo

e con Riccardo Centimeri

e Umberto De Angelis

 

luci Oscar Frosio

musiche originali Luca Maria Baldini

 

assistente alla regia Diletta Ferruzzi

macchinista Marco Pirola

fonico Emanuele Martina

sarto Giacomo Pietro Viganò

 

Scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti

Costumi realizzati presso la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni

 

Si ringrazia Artemide per la luce, nel ricordo di Ernesto Gismondi

produzione Teatro Franco Parenti

In un elegante studio medico di Londra, una giovane donna è distesa sul lettino. Scorge a malapena i capelli radi e le mani raffinate del suo medico, il dottor Seligman, mani a cui ha affidato la scelta più radicale e rivoluzionaria della sua vita. Dal romanzo sovversivo, irriverente e audace di Katharina Volckmer – Un cazzo ebreo – nasce il nuovo spettacolo firmato da Fabio Cherstich che mette a nudo il nucleo più disarmato della vita interiore della protagonista, interrogandosi sul potere della riparazione e mostrandoci come possiamo rimediare ai fatti della storia con le nostre più intime scelte personali.

 

 

Un flusso di pensieri che la protagonista, nata e cresciuta in Germania e trasferitasi a Londra, fa sbandare vorticosamente tra inconfessabili fantasie sessuali con protagonista Hitler, idiosincrasie folli e liberatorie, la memoria di una madre autoritaria e di un padre volatile, la vergogna di un’eredità irrimediabile, il senso di isolamento in una società che ci vuole per forza normali, privi di contraddizioni nei nostri corpi felici, e il racconto di un amore non convenzionale, mai sufficiente, eppure totale.

 

 

Attraverso un dispositivo visivo che rende il palcoscenico un laboratorio per le immagini, Fabio Cherstich rappresenta scenicamente il percorso mentale che porta al cambio di sesso della protagonista, un caleidoscopio di pensieri che invadono il suo cervello e sembrano modificare la percezione che lei stessa ha del suo corpo e della sua storia. L’esordio esplosivo di una nuova grande voce letteraria internazionale di fronte alla nostra irriducibile solitudine, suggerisce le uniche possibili risposte: accettarsi, perdonare, amare.

spettacolo consigliato ai maggiori di 16 anni di età

durata 80 minuti

Programma di sala