Trisha Brown Dance Company

Astral Converted
Working Title

Teatro Romano

    venerdì 01 Luglio Ore 21:30

    sabato 02 Luglio Ore 21:30

BIGLIETTI
primo settore € 60,00
secondo settore € 48,00

Astral Converted

coreografia

Trisha Brown

visual e costumi

Robert Rauschenberg

musica

Eight di John Cage

danzatori

Trisha Brown Dance Company

Working Title

coreografia

Trisha Brown

suono

Six Songs: Sci-Fi, Slow Heart, Song VI, etc. di Peter Zummo

luci

Berverly Emmons

danzatori

Trisha Brown Dance Company

Il Festival dei Due Mondi rende omaggio alla coreografa newyorkese Trisha Brown, icona della post-modern dance, presentando una selezione di suoi lavori che hanno rivoluzionato il mondo della danza: Astral Converted e Working Title al Teatro romano.
Rielaborazione di Astral Convertible (1989), fra i primi esempi della fortunata alleanza creativa fra Trisha Brown e Robert Rauschenberg, Astral Converted (1991) combina le suggesioni visive di Rauschenberg – che firma i visual e i costumi – con le musiche originali di John Cage. I danzatori, come esseri cosmici che si muovono nello spazio, strisciano, si allungano, saltano, si contorcono, mentre otto splendenti torri in metallo di diverse altezze, grazie a un sistema di sensori, rilevano la presenza dei performer e avviano con loro un dialogo fatto di movimenti, luci e suoni. Astral Converted mescola sapientemente arte moderna, architettura e geometria, tratti distintivi dell’inconfondibile stile coreografico di Trisha Brown.
Sospensione e gravità sono invece gli elementi predominanti di Working Title (1985), lavoro autobiografico su musiche di Peter Zummo in cui la Brown rievoca la sua infanzia quando « correvo nella foresta fra muschio, fango, legno duro e marcio. Se vai veloce, devi solo scegliere dove posare i piedi. […] Erano movimenti totalmente asimmetrici e imprevedibili, un esempio di qualcosa che ho esplorato in seguito ». In Working Title, il corpo sospeso del danzatore interagisce con l’ensemble di danza: fra urti, spinte e movimenti volutamente goffi, il risultato è «profondamente umano».
Trisha Brown, nel corso della sua lunga e brillante carriera, si è spinta oltre i limiti della coreografia giocando con la gravità – sfruttandola e in alcuni casi sfidandola – e ricorrendo all’utilizzo di tecnologie d’avanguardia, cambiando così la danza moderna per sempre.
Definita da Dance Magazine come “un genio mai stanco di sfide”, le sue ricerche sul movimento, rifiutando stilemi e accademismi, hanno reso straordinario il gesto quotidiano mettendo in discussione il concetto stesso di spettacolo.

Si avvisa che le date e gli orari potranno subire variazioni. Per aggiornamenti consultare il sito www.festivaldispoleto.com