IL FESTIVAL SPOLETO I LUOGHI
I LUOGHI
ARCO DI DRUSO E GERMANICO
Parzialmente inglobato dai vicini edifici medievali, sorge vicino all’antico foro romano, del quale costituiva l’ingresso trionfale. L’iscrizione tuttora visibile sulla fronte informa che fu eretto nel 23 d.C per iniziativa del senato spoletino, in onore dei principi Druso e Germanico, rispettivamente figlio e figlio adottivo dell’imperatore Tiberio.
 
AUDITORIUM DELLA STELLA - LUOGHI DEL FESTIVAL
Eretta nel XVIII secolo su progetto di Battista Dotti e comunemente chiamata Santa Maria della Stella, la chiesa dei Santi Stefano e Tommaso è tra le più importanti testimonianze cittadine di architettura neoclassica settecentesca. Recentemente adibita ad auditorium, ospita importanti manifestazioni culturali.

BASILICA DI SAN SALVATORE - LUOGHI DEL FESTIVAL
In origine dedicata ai martiri spoletini Concordio e Senzia, è tra le importanti basiliche paleocristiane sorte intorno a Spoleto nel IV e V secolo. Il rinnovamento del VII e VIII secolo conferì all’edificio la sua intatta bellezza. Con altre importanti testimonianze monumentali italiane di epoca longobarda, dal 2011 è parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO.

CASA MENOTTI LUOGHI DEL FESTIVAL
Nel palazzo cinquecentesco che fu per anni dimora del Maestro Gian Carlo Menotti, ha trovato sede il Centro di Documentazione del Festival dei Due Mondi. Casa Menotti raccoglie materiale audio, video e fotografico relativo alle edizioni del Festival dal 1958, anno della sua fondazione, ad oggi, consentendo al visitatore di immergersi in una sorta di viaggio nel tempo alla riscoperta di emozioni e atmosfere legate al Festival dei Due Mondi e all’indimenticato Maestro.

CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA - LUOGHI DEL FESTIVAL
La costruzione del Duomo fu avviata dopo il 1155 - anno in cui Spoleto fu devastata dall’esercito imperiale di Federico Barbarossa - sull’area dell’antica cattedrale di Santa Maria del Vescovato, edificata tra il VIII e il IX secolo.
L’interno del Duomo, integralmente ricostruito nel XVII secolo e ulteriormente rinnovato dall’architetto Giuseppe Valadier nel XVIII secolo, tra le altre opere custodisce un busto di Urbano VIII ad opera di Gian Lorenzo Bernini, affreschi del Pinturicchio, di Annibale Carracci, di Filippo Lippi. La navata sinistra mostra la Croce dipinta di Alberto Sotio, tra i migliori esemplari di epoca romanica in Italia. Una lettera autografa di San Francesco è tuttora conservata nella Cappella delle Reliquie.

CHIESA DEI SS. SIMONE E GIUDA - LUOGHI DEL FESTIVAL
Eretta dai frati Francescani nel XIII secolo, fu sottoposta a diversi restauri e infine, trasformata in caserma dopo l’Unità d’Italia, gravemente danneggiata. In seguito l’intero complesso fu adibito a Convitto per orfani degli impiegati dello Stato. L’imponente facciata della chiesa esprime il carattere del gotico locale, permeato dal romanico. Recentemente restaurato, oggi il complesso ospita eventi e spettacoli.

CHIESA DELLA MANNA D’ORO - LUOGHI DEL FESTIVAL
In Piazza Duomo, attaccata al Teatro Caio Melisso, troviamo la ex-chiesa di S. Maria della Manna d’Oro, a pianta ottagonale. Pare possa trattarsi di un edificio votivo, dedicato alla Vergine che protesse le relazioni tra Spoleto e l’esercito di Carlo V dopo il sacco di Roma del 1527. Il fatto che le truppe non avessero devastato Spoleto e che, anzi, si rivelarono fonte di reddito tramite i commerci, fu assimiliato al dono divino della Manna nella deserto.
In realtà una chiesa dedicata alla "Madonna della Misericordia" sarebbe esistita, in quel posto, già nel 1399. Poi, dopo la edificazione del 1527/1530, solo nel 1679 la chiesa prese la attuale forma. All’interno, al centro, il quattrocentesco fonte battesimale proveniente dalla Cappella Eroli. Attualmente la Manna d’Oro è utilizzata come centro espositivo.

CHIESA DI SANT’ANSANO E CRIPTA DI SANT’ISACCO
Interamente ricostruita nel XVIII secolo dall’architetto Antonio Dotti, conserva all’interno pregevoli opere d’arte. La sottostante cripta dedicata a Sant’Isacco - monaco siriano giunto a Spoleto nel VI secolo e primo eremita sul Monteluco - è a tre navatelle coperte da volte a crociera e divise da colonne con capitelli altomedievali. La cripta è inoltre decorata da importanti affreschi del XI e XII secolo ricollocati in situ nel 1971 in seguito ad un precedente distacco e restauro.

CHIESA DI SAN NICOLO’ - LUOGHI DEL FESTIVAL
Edificata dai frati Agostiniani sull’area della chiesa di San Massimo e su quella dell’antica chiesa di San Nicola di Bari, fu per secoli un importante centro di cultura. Danneggiata gravemente dal terremoto del 1767 - con la quasi totale perdita delle decorazioni e delle numerose cappelle costruite dal XIV al XVII secolo - venne restaurata dopo oltre due secoli. Oggi il complesso mantiene una grandissima aula con copertura a capriate ed una maestosa volta ad ombrello aperta per mezzo di bifore.
 
CHIESA DI SAN PAOLO INTER VINEAS
L’antica origine dell’edificio è attestata da San Gregorio Magno, il quale racconta di un episodio miracoloso avvenuto nel VI secolo. Nel X secolo vi fu annesso un monastero benedettino e nel 1234 la chiesa venne consacrata da Papa Gregorio IX. Nel XIV secolo, a causa delle continue lotte tra fazioni, il monastero venne abbandonato e ricostruito entro le mura cittadine presso la chiesa di Sant’Agata. Nel 1771 San Paolo inter vineas subì un parziale rinnovamento e solo nel 1965 fu effettuato un restauro per il ripristino dell’antico aspetto. Oggi la chiesa rivela la sua forma tardo romanica, con il portale a tre rincassi e il prezioso rosone. L’interno è a tre navate divise da colonne con capitelli corinzi, l’ampio transetto conserva affreschi componenti il notevole ciclo pittorico del XIII secolo che decorava la chiesa.
 
CHIESA DI SAN PIETRO EXTRA MOENIA
Di origine molto antica, fu eretta sull’area di un edificio del V secolo dedicato a San Pietro dal Vescovo Achilleo, il quale aveva trasferito a Spoleto le reliquie delle catene di San Pietro. All’inizio del XIV secolo subì notevoli danneggiamenti negli scontri tra guelfi e ghibellini. Il necessario restauro si protrasse fino al XV secolo e un ulteriore rinnovamento venne completato alla fine del XVII secolo. La facciata, tra i migliori esempi di romanico umbro, è ornata da una bellissima decorazione scultorea realizzata tra il XII e il XIII secolo.

CHIESA DI SANT’EUFEMIA - LUOGHI DEL FESTIVAL
Situata nel recinto del Palazzo Vescovile, fu ricostruita in età romanica. Interventi di ripristino vennero effettuati nel XIX secolo. L’interno a tre navate presenta gli unici matronei dell’Umbria e un notevole paliotto (rivestimento dell’altare) in marmo con bassorilievi del XIII secolo.

CHIOSTRO S. GREGORIO - LUOGHI DEL FESTIVAL
La chiesa si trova in prossimità di porta San Gregorio, uno dei principali accessi al centro storico di Spoleto. Sorge su un’antica area cimiteriale che, secondo la tradizione, fu fondata da una vedova di nome Abbondanza nel IV sec. d.C. Qui la donna diede sepoltura al corpo di San Gregorio e ad altri martiri. Il Chiostro di San Gregorio si presenta a due ordini con archi a tutto sesto sostenuti in quello superiore, da pilastrini ottagonali. In origine (sicuramente dal XII secolo) doveva ospitare uno stabile destinato al servizio degli infermi, che venne poi sostituito dal nuovo ospedale della Stella edificato nei pressi della chiesa. Intorno al 1342, oltre ai lavori di costruzione della cappella degli Innocenti, si ricordano anche quelli relativi alla nuova sede per i canonici e al chiostro, che ha mantenuto probabilmente la stessa antica ubicazione. Risale forse a quest’epoca l’ordine inferiore delle arcate su cui si innesta il resto della costruzione cinquecentesca.

GALLERIA CIVICA D’ARTE MODERNA
Inaugurata nel 2000, ha sede nel palazzo Collicola, edificio gentilizio del XVIII secolo. Si compone di tre nuclei principali, il più cospicuo dei quali è costituito dalla donazione del critico d’arte Giovanni Carandente e comprende opere di Alexander Calder, Lynn Chadwick, Ettore Colla, Pietro Consagra, Nino Franchina, Henri Moore, Beverly Pepper e David Smith. E’ stata ulteriormente arricchita con opere donate da Giò Pomodoro e da Sol Lewitt, autore del suggestivo wall drawing che conclude il percorso di visita. Da poco riaperto al pubblico è il piano nobile del palazzo, con originali decorazioni settecentesche.

GIARDINI CASINA DELL’IPPOCASTANO - LUOGHI DEL FESTIVAL
Alla fine dell’800, periodo in cui fu costruita la "Casina dell’ippocastano", i giardini erano già adibiti a spazio ricreativo. L’edificio, progettato in stile alpino dall’architetto svizzero Walter Fol, venne eretto al posto di una piccola edicola votiva dedicata S. Maria dei Sette Dolori. Nel dopoguerra vi fu costruita la pista da ballo di forma rotonda, molto usata per feste danzanti, che nel 2003 venne decorata da Sol Lewitt. Attualmente la Casina è inutilizzata.

MINIERE DI MORGNANO - LUOGHI DEL FESTIVAL
La storia della città di Spoleto e di tutta la Valle Umbra è stata caratterizzata per circa cento anni dal lavoro delle miniere. L’area mineraria più importante senz’altro è stata quella di Morgnano con numerosi pozzi di estrazione che giungevano fino quasi a 400 metri di profondità e centinaia di chilometri di gallerie. Nell’area di Morgnano, in corrispondenza del cantiere centrale, si sviluppò una cittadina con numerosi impianti di cui oggi restano ancora alcune testimonianze. Quella delle miniere, per Spoleto fu una vera epopea operaia e contadina che vide protagonista gran parte della popolazione. Per ricordare questo passato così importante da un punto di vista sociale e culturale è sorta l’Associazione Amici delle Miniere avente finalità didattiche, scientifiche e di promozione della storia mineraria regionale.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI SANT’AGATA
Inaugurato nel 1985 all’interno dell’ex convento di Sant’Agata, complesso medievale sorto sulle strutture del teatro romano. I materiali esposti - con importanti reperti dell’età del Bronzo e del Ferro - illustrano tutte le fasi storiche dell’area, dall’insediamento nel II millennio a.C. all’epoca medievale. Conserva due cippi in calcare del III secolo a.C., noti come "lex luci spoletina", nei quali sono inscritte, in latino arcaico, leggi sulla tutela dei boschi sacri dedicati al Dio Giove.

PALAZZO COLLICOLA ARTI VISIVE LUOGHI DEL FESTIVAL
L’edificio, appartenuto alla nobile famiglia dei Collicola, fu costruito a partire dal 1717 su disegno dell’architetto romano Sebastiano Cipriani. Il palazzo conserva la struttura architettonica originaria, caratterizzata da un corpo centrale e da due laterali di dimensioni minori che incorniciano il cortile interno, sovrastato da un prospetto a tre ordini di arcate. L’interno è impreziosito da una galleria interamente decorata con squisite tempere settecentesche, situata al piano nobile, un tempo frequentata da illustri personaggi ospiti del palazzo, tra i quali Carlo di Borbone (il futuro Carlo III Re di Spagna),Papa Pio VI e Carlo Emanuele Re di Sardegna. I preziosi arredi interni, i dipinti e gli arazzi di proprietà dei Collicola furono poi messi all’asta quando la famiglia si estinse. Il palazzo fu quindi acquistato dal Comune ed è stato a lungo sede dell’Istituto Statale d’arte "Leoncillo Leonardi"; oggi, in seguito ad un accurato restauro, ospita la notevole collezione di arte moderna e contemporanea "Museo Carandente" e nel mese di Giugno 2010 è stato riaperto il piano nobile, allestito con parte degli arredi originali, e il secondo piano destinato ad importanti mostre di arte contemporanea.

PALAZZO DEL COMUNE LUOGHI DEL FESTIVAL
Il palazzo, il cui nucleo originario si data al secolo XIII, è oggi visibile nel suo aspetto settecentesco, scaturito da numerose fasi edilizie che si resero necessarie nel corso dei secoli a causa dei frequenti terremoti e degli accorpamenti di edifici circostanti. L’unico elemento duecentesco ancora visibile è l’alta torre che sovrasta il resto della struttura, mentre il corpo principale presenta due prospetti: quello sul lato nord, realizzato tra 1784 e 1786 dall’architetto Pietro Ferrari, e quello sul lato sud, prospiciente la Piazza del Comune, progettato dall’architetto locale Francesco Angelo Amadio detto "Lo Scheggino". Conclude questo lato la neogotica facciata del Palazzo Brancaleoni, l’ultimo degli accorpamenti operati allo scopo di ingrandire la sede comunale, decorata nel 1913 dagli artisti spoletini Giuseppe Moscatelli e Benigno Peruzzi. A quest’ultimi si attribuisce anche la decorazione pittorica ed in stucco di gran parte delle sale interne, recentemente restaurate (2007), che ospitano inoltre pregevoli opere d’arte provenienti dalla ex Pinacoteca Comunale, tra le quali, una grande tela del Guercino e due affreschi staccati del pittore rinascimentale Giovanni di Pietro detto "Lo Spagna". Notevoli sono la "Sala dei Duchi", ornata nel soffitto dai ritratti idealizzati dei più importanti duchi longobardi di Spoleto, la "Sala Caput Umbriae", il cui programma decorativo è basato sull’esaltazione degli spoletini più illustri delle varie epoche, e la cappella interna al palazzo, dedicata a San Ponziano.

PALAZZO LETI SANSI - LUOGHI DEL FESTIVAL
Costruito nel XVII secolo sull’area un tempo occupata dal Palazzo del Podestà, è stato recentemente sottoposto ad un accorto restauro. L’esterno presenta un portale elegantemente intagliato e, all’interno, il piano nobile conserva preziosi soffitti lignei e un salone da ballo interamente dipinto. E’ oggi una delle sedi della manifestazione "Vini nel Mondo" e ospita importanti mostre durante Spoleto Festival dei 2Mondi.

PALAZZO RACANI ARRONI LUOGHI DEL FESTIVAL
Il palazzo, costruito nei primi anni del 500, apparteneva originariamente ai Racani,illustre famiglia spoletina, e, tra il XVII e il XVIII secolo, passò alle famiglie Brancaleoni ed Arroni. È situato alla destra della scalinata d’accesso a Piazza del Duomo ed ha una facciata di colore grigio impreziosita da bellissime decorazioni a graffito, purtroppo molto rovinate, realizzate probabilmente dall’artista locale Giovanni da Spoleto entro il primo quarto del 500. il palazzo, che conserva all’interno il cortile con un bellissimo ninfeo, rappresenta una delle migliori testimonianze dell’arte rinascimentale a Spoleto.

PALAZZO TONI LUOGHI DEL FESTIVAL
Il palazzo che delimita il lato sinistro di Piazza Carducci fu fatto costruire da Benedetto Egio, vissuto nel XVI secolo. Inizialmente il palazzo aveva l’entrata principale su quello che ora è il lato sinistro, nella via appunto ora dedicata a Benedetto Egio. La prestigiosa entrata su Piazza Carducci, davanti alla chiesa di San Luca (ora demolita) fu aperta quando con i lavori per la traversa nazionale interna, e la conseguente costruzione dell’arco della passeggiata, fu modificata la viabilità che fin a quel punto aveva in Via Egio l’asse principale. Ma non fu la famiglia Egio ad apportare la modifica, perchè nel frattempo il palazzo era stato venduto alla famiglia Toni, che ancora oggi gli dà il nome, avendolo posseduto per molti secoli, fino al 1926, quando fu venduto allo stato per farne Liceo Classico. Il palazzo possiede anche una cupola per le osservazioni astronomiche intitolata a Giovanni Polvani.

PONTE DELLE TORRI
Con una vista spettacolare sui colli e sul fiume Tessino, è un acquedotto dalle sorprendenti dimensioni (230 metri di lunghezza e 76 metri di altezza) realizzato in calcare locale e sorretto da nove piloni collegati da arcate ogivali. I due sostegni centrali sono cavi e contengono antiche postazioni di guardia. Presumibilmente ultimato nel XIII secolo, ancora oggi mantiene il lungo e pittoresco camminamento che collega Monteluco al centro storico spoletino.
 
ROCCA ALBORNOZIANA - LUOGHI DEL FESTIVAL
E’ un’imponente fortezza nel punto più alto di Spoleto, dove nel V sec a.C. sorgeva l’Acropoli, centro di culto di cui non restano tracce a seguito degli interventi medievali. Edificata a partire dal 1359 per riaffermare l’autorità del Pontefice nell’Italia centrale, prende il suo nome dal Cardinale spagnolo Egidio Albornoz, inviato in Italia dal Papa Innocenzo VI. Residenza dei governatori pontifici, ospitò tra gli altri Giulio II e Lucrezia Borgia, governatrice del Ducato dal 1499 al 1502. Negli anni venne arricchita di decorazioni ed affreschi, molti dei quali andarono perduti quando la struttura venne trasformata in carcere nel 1817, funzione mantenuta fino al 1982. Al termine di un lungo lavoro di recupero ospita oggi il Museo nazionale del Ducato di Spoleto, una sala polivalente e un teatro all’aperto per 1200 spettatori. Vi hanno sede la Scuola europea di restauro del libro e un Laboratorio di diagnostica per il restauro dei beni culturali. Un parco, un ristorante, una foresteria e diversi esercizi commerciali completano la struttura del complesso.
 
SALA FRAU - LUOGHI DEL FESTIVAL
Storico cinema di Spoleto, recentemente ristrutturato ad opera dell’azienda italiana Frau.

TEATRO CAIO MELISSO SPAZIO FENDI - LUOGHI DEL FESTIVAL
Dopo varie trasformazioni della sua originaria struttura lignea, questo seicentesco teatrospoletino - tra i più antichi teatri italiani a palchetti - fu riedificato nel XIX secolo e, dopo un lungo abbandono, ripristinato alla metà del XX secolo. Con il restauro dei due preziosi sipari ottocenteschi e dell’apparato scenico si inaugura oggi la sua piena ristrutturazione, ad opera della Fondazione Carla Fendi.

TEATRO FRANCESCO TORTI BEVAGNA - LUOGHI DEL FESTIVAL
Il teatro è ubicato all’interno di Palazzo dei Consoli, costruito nel XIII secolo. Sede della magistratura prima e del Comune poi, nel 1886 viene definitivamente adibito a teatro intitolato al letterato "Francesco Torti" su progetto dell’architetto Antonio Martini. Fra i teatri più piccoli dell’Umbria, solamente 251 posti a sedere, ha una pianta a ferro di cavallo, tre ordini di palchi ed una loggia. Il plafone è opera di Mariano Piervittori e rappresenta le Muse che danzano. Il sipario originale è stato dipinto da Domenico Bruschi e vi è rappresentato "Properzio che addita al Torti la sua patria"; in occasione del restauro del 1994 è stato realizzato un altro sipario dal pittore bevanate Luigi Frappi con ll fiume Clitunno con cippo poetico e tempietto. Lo stemma sopra il sipario è del 1380, donato da papa Innocenzo IV, vi si legge "OsF", che sta per "Ob servatam Fidem". Il restauro strutturale del Teatro è stato curato dall’architetto Bruno Salvatici. Dal 1994, anno dell’inaugurazione, il Teatro è regolarmente attivo.

TEATRO NUOVO GIAN CARLO MENOTTI - LUOGHI DEL FESTIVAL
Costruito nel XIX secolo sul sito di un complesso religioso sorto su terme romane del II secolo, progettato da Ireneo Aleandri, il suo ricchissimo interno vanta quattro ordini di palchi e un loggione. Le nicchie esterne ospitano quattro statue del XVII secolo, dono del Maestro Gian Carlo Menotti, fondatore e primo direttore artistico di SpoletoFestival dei 2Mondi. Al teatro sono annessi una sala da concerti, anch’essa progettata dall’Aleandri, e il museo creato da Adriano Belli - fondatore nel 1947 del Teatro Lirico Sperimentale - che documenta l’intensa attività teatrale spoletina e conserva lettere autografe di Rossini e Verdi.
 
TEATRO ROMANO - LUOGHI DEL FESTIVAL
Risalente al I secolo d.C., danneggiato e già ripristinato in età romana, subì crolli, sovrapposizioni e smembramenti per poi essere riportato alla luce nel XIX secolo e restaurato ad iniziare dal 1954. Accoglie suggestivi spettacoli all’aperto di SpoletoFestival dei 2Mondi e l’annesso monastero ospita il Museo Archeologico Nazionale.

INFORMAZIONI
TURISTICHE


IAT Spoleto • Informazioni
e accoglienza turistica

Piazza della Libertà, 7
06049 Spoleto (PG)

Telefono IAT
+39 0743 218620


Telefono Conspoleto
+39 0743 220773


E-mail
info@ iat.spoleto.pg.it

Info disponibili sul sito della
Regione Umbria che offre,
tra l'altro, elenchi delle
agenzie di viaggi locali e
guide utili in formato pdf
per arte e cultura, natura,
artigianato ed
enogastronomia.

È possibile anche scaricare
dallo stesso sito una
piantina della città
di Spoleto.

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